FAQ (Frequently Asked Questions)
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pubblicato in Gennaio 2006, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - Quali sono i documenti necessari per l'dentificazione fiscale ai fini I.V.A. in Francia?Per le imprese non residenti in Europa
Per le imprese residenti all’interno dell’Union Europea
2 - Qual'è la responsabilità del rappresentante fiscale in Francia. E' necessaria una fidejussione bancaria?Per le imprese non residenti nell’Unione Europea 3 - Si possono registrare e dichiarare operazioni pregresse (retroattività)?
Per le aziende non residenti nell'Unione Europea 4 - Quanto tempo occorre per ottenere il numero identificativo di Partita I.V.A. in Francia (a partire dal momento in cui la richiesta é stata inoltrata?)
Per le aziende non residenti nell'Unione Europea 5 - Si possono intraprendere operazioni imponibili (vendite, acquisti, importazioni, esportazioni, scambi intracomunitari) prima dell'attribuzione del numero di Partita I.V.A.?È possibile avviare un’attività a condizione che la pratica per l'identificazione fiscale ai fini I.V.A. sia già stata presentata all'Ufficio preposto all’uopo. 6 - Qual'è il formalismo da rispettare per l'emissione delle fatture in Francia?Le fatture devono essere conformi alle modalità previste dalla direttiva europea 2001/115/CE. Con decorrenza 01/01/2013, entreranno in vigore nuove regole comunitarie in materia di fatturazione dell’imposta sul valore aggiunto (Direttiva europea 2010/45/UE). 7 - Quali informazioni é necessario fornire (fatture di vendita, di acquisto) e con quale periodicità? Entro quali scadenze?
La lista dei documenti da produrre é espressamente indicata nel contratto. 8 - Quando, a chi, come, e con quale periodicità, viene versata l'I.V.A. in Francia?In qualità di Mandatario o di rappresentante fiscale, gli adempimenti dichiarativi Intrastat ed I.V.A. espletati per conto del cliente rappresentato, vengono presentati con periodicità mensile, contestualmente, i versamenti e le istanze di rimborso I.V.A., hanno analoga periodicità. 9 - Quando, a chi e con quale periodicità l'I.V.A. è recuperabile in caso di credito d'imposta? Quali sono i termini per ottenere il rimborso dall'amministrazione fiscale?Con decorrenza 2009, il credito d'imposta maturato può essere richiesto a titolo di rimborso unitamente alla dichiarazione I.V.A. mensile e con analoga periodicità, previa la sussistenza di un credito I.V.A. Generalmente il rimborso é eseguito entro 4 mesi. 10 - Quando, come, con quale periodicità e/o scadenza, è possibile richiedere la radiazione ai fini I.V.A. in Francia?È possibile chiedere la radiazione ai fini I.V.A. all'ufficio preposto all’uopo, in caso di cessazione dell'attività e alla scadenza del contratto sottoscritto con il rappresentante fiscale. |
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pubblicato in Febbraio 2011, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - Che cos’é un soggetto passivo d’imposta?Con tale locuzione intendesi una persona fisica o persona giuridica, identificata nel proprio paese d’appartenenza ove esercita un’attività economica in maniera indipendente. 2 - Cosa significa 8^direttiva?L’8^ Direttiva Europea 79/1072/CEE del 06/12/1979, modificata dalla Direttiva 2008/9/CE del 12/02/2008, definisce quali sono le modalità per esercitare il diritto a richiedere il rimborso dell’I.V.A. (assolta sull’acquisto di beni e servizi) in uno Stato membro dell’Unione da parte di un soggetto passivo d’imposta residente in un altro Stato membro. 3 - Quali condizioni deve soddisfare un soggetto passivo d’imposta straniero per esercitare il diritto al recupero dell’I.V.A. in Europa?Nel corso dell’anno civile al quale si riferisce la domanda di rimborso, il soggetto non residente
4 - Sono autorizzato a produrre la copia di una fattura certificata conforme all’originale per ottenere il rimborso dell’I.V.A.?Le amministrazioni fiscali dei vari Stati membri richiedono l’invio degli originali delle fatture tramite scansione (se la base imponibile supera l’importo di euro 1.000 e 250 se trattasi di acquisto di carburante). Cio’nonostante, la Germania, La Danimarca, l’Ungheria e la Slovacchia accettano un duplicato della fattura oppure una fattura certificata conforme all’originale (resta inteso che tale eccezione puo’ subire delle modifiche senza congruo preavviso). 5 - Devo presentare istanza di rimborso I.V.A. in Francia e Germania. Sono a consocenza che la data limite entro la quale le istanze devono essere presentate da parte delle società residenti in Europa, é il 30 settembre, ma devo intepretare il 30 settembre come data limite per la trasmissione dell’istanza attraverso il portale elettronico dell’amministrazione finanziaria dello Stato membro ove sono stabilito, oppure come la data di ricevimento della mia domanda da parte dello Stato di rimborso?La data legale é la data di trasmssione della vostra domanda tramite il portale elettronico dell’amministrazione fina 6 - Nel 2009 un camion della nostra società di trasporti internazionali portoghese é stato riparato in Spagna. L’importo dell’I.V.A. pagata su questa prestazione ammonta a soli 520 euro. Possiamo richiedere il rimborso?L’importo minimo dell’I.V.A. recuperabile nel corso di un anno civile é fissato a 50 euro. 7 - La nostra società belga ha effettuato delle prestazioni di cabotaggio occasionali in Francia per degli importi poco significativi. Possiamo, e con quali modalità, richiedere il rimborso dell’imposta?La Legge Finanziaria in vigore dal 01/09/2006 (provvedimento n° 3-A-9-06 del 23.06.2006) fornisce precise istruzioni in merito al regime fiscale applicato per le cessioni di beni o prestazioni di servizio realizzate da un soggetto passivo d’imposta non residente, nei confronti di un altro soggetto passivo d’imposta identificato ai fini I.V.A. in Francia. In questo caso l’imposta dovuta sull’operazione sarà assolta tramite il meccanismo dell’inversione contabile da parte del cessionario, acquirente o destinatario del servizio fruito. In questo caso si parla di autoliquidazione e il soggetto passivo d’imposta non residente non é tenuto ad identificarsi ai fini I.V.A. in Francia, esso puo’ successivamente recuperare l’I.V.A. assolta conformemente alle disposizioni e modalità previste dall’8^direttiva Europea. 8 - Ho partecipato ad un salone che si é svolto in Italia ; posso recuperare l’I.V.A. che ho pagato sulla quota d’iscrizione e partecipazione cosi’ come sulle spese di pernottamento alberghiero e ristorazione?
All’esclusione delle spese per il trasporto passeggeri, noleggio vetture, spese di rappresentanza, l’integralità dei costi sostenuti per la partecipazione ad un salone sono deducibili. 9 - Devo presentare un’istanza di rimborso tramite il portale elettronico francese. Posso delegare una terza persona a tal fine?Qualsiasi soggetto passivo d’imposta residente in Francia puo’ delegare un mandatario per assolvere tale. 10 -Qual’é la scadenza legale per istruire un’istanza di rimborso I.V.A. dematerializzata?In assenza di eventuali domande d’informazioni complementari da parte dello Stato membro del rimborso, il termine é di quattro mesi a decorrere dal momento in cui lo Stato membro ha ricevuto la domanda. In presenza di richiesta d’informazioni, il termine entro il quale quest’ultime devono essere evase é prolungato di 2 mesi. In qualsiasi caso, il termine massimo non puo’ superare gli 8 mesi. |
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pubblicato in Febbraio 2011, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - Che cos’é un soggetto passivo d’imposta?
Con tale locuzione intendesi una persona fisica o persona giuridica, identificata nel proprio paese d’appartenenza ove esercita un’attività economica in maniera indipendente.
2 – Cosa significa 13ma direttiva?La 13ma Direttiva Europea 86/560/CEE del 17/11/1986, definisce quali sono le modalità per esercitare il diritto a richiedere il rimborso dell’I.V.A. (assolta sull’acquisto di beni e servizi) in uno degli Stati membri dell’Unione da parte di un soggetto passivo d’imposta residente in un Stato extra-UE. 3 – Quali condizioni deve soddisfare un soggetto passivo d’imposta straniero per esercitare il diritto al recupero dell’I.V.A. pagata all’interno della Comunità Europea?Nel corso dell’anno civile al quale si riferisce la domanda di rimborso, il soggetto non residente :
4 - Sono autorizzato a produrre la copia di una fattura certificata conforme all’originale per ottenere il rimborso dell’I.V.A. pagata?La maggioranza delle amministrazioni fiscali dei diversi Stati membri, esige la produzione degli originali delle fatture d’acquisto. Tuttavia, la Germania, la Danimarca, l’Ungheria e la Slovacchia, accettano un duplicato della fattura oppure una fattura certificata conforme all’originale (resta inteso che tale eccezione puo’ subire delle modifiche senza congruo preavviso). 5 - In quale Stato membro un soggetto passivo residente in paesi extra UE puo' beneficiare del rimborso I.V.A.?Qualsiasi soggetto passivo non residente all'interno dell'Unione europea é autorizzato a richiedere il rimborso dell'I.V.A. in: Germania* Austria, Belgio, Danimarca, Spagna*, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia*, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo*, Svezia, nel rispetto delle modalità e condizioni previste dalla 13ma Direttiva europea.
6 - Devo trasmettere le mie istanze di rimborso I.V.A. pagata in Francia e in Germania. Sono a conoscenza che la data limite per presentare istanza di rimborso assolta da un soggetto passivo non stabilito all’interno della Comunità é il 30 giugno dell’anno successivo al quale le fatture per i costi sostenuti, sono state emesse (N+1) ; devo interpretare il 30 giugno come una data limite per la trasmissione della mia richiesta (a cui fa fede il timbro postale) o piuttosto come la data di ricevimento della mia istanza da parte delle amministrazioni fiscali?Attualmente non esiste un'armonizzazione della legislazione europea in materia. In Francia, la data legale é la data di spedizione, mentre la Germania, che recentemente ha assunto una posizione opposta, é la data di ricevimento. A titolo cautelativo e al fine di limitare qualsiasi rischio, si consiglia di presentare le istanze di rimborso I.V.A. in ognuno degli Stati membri, entro e non oltre il 30 giugno (N+1). 7 - La nostra società croata di trasporti internazionali su strada, ha fatto riparare un camion in Francia. L'importo dell'I.V.A. pagata ammonta solamente ad euro 520. Posso chiedere il rimborso di tale somma?
Secondo quanto prescritto dalla 13ma direttiva europea, ogni Stato membro definisce le proprie soglie. In Francia l'importo minimo dell'I.V.A. previsto e/o autorizzato per introdurre un'istanza di rimborso annuale é di 25,34 euro e di 201.34 euro per le domande presentate trimestralmente. Potete quindi chiedere senza problemi il rimborso di 520 euro.
8 - La nostra società svizzera di trasporti internazionali effettua delle prestazioni occasionali di cabotaggio in Francia applicando delle tariffe/ prezzi poco significativi. Come posso richiedere il rimborso di quest’imposta?La manovra fiscale adottata in Francia dal 01/09/2006 (provvedimento 3-A-9-06 del 23.06.2006) prevede che l’imposta dovuta sulla cessione di un bene o la prestazione di un servizio resa da un soggetto passivo d’imposta non residente, ad un altro soggetto passivo d’imposta, quest’ultimo identificato ai fini in Francia, ricada in capo all’acquirente, destinatario o beneficiario. L’insieme degli adempimenti relativi all’applicazione ed assolvimento dell’imposta gravano pertanto sul cliente finale mediante l’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, mentre il fornitore, non piu’ obbligato ad identificarsi ai fini I.V.A., potrà recuperare l’imposta pagata in appplicazione alle disposizioni e condizioni prescritte dalla 13ma direttiva europea. 9 - Ho partecipato ad un salone che si é svolto in Italia; posso chiedere il rimborso dell'I.V.A. che ho pagato per le spese di partecipazione cosi' come per il vitto e alloggio?
All’esclusione delle spese per il trasporto passeggeri, noleggio vetture, spese di rappresentanza, l’integralità dei costi sostenuti per la partecipazione ad un salone sono deducibili. 10 - Una società giapponese che ha partecipato ad un salone in Italia e in Germania puo' recuperare l'I.V.A. cha ha pagato in ciascuno di questi due Stati?La società giapponese potrà richiedere il rimborso dell’I.V.A. pagata in Germania dato che il Giappone ha sottoscritto un accordo bilaterale con questo Stato. |
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(pubblicato in Settembre 2006, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - Quante sono le aliquote I.V.A. applicate nell'Unione Europea?Esistono quattro tipi di aliquote I.V.A. in Europa : le aliquote ordinarie e/o normali, ridotte, super ridotte e aliquota parcheggio 2 - Gli Stati membri dell'Unione Europea possono scegliere liberamente l'aliquota I.V.A. ordinaria?Ogni Stato é libero di scegliere l'aliquota I.V.A. ordinaria in una soglia che varia dal 15 al 25%. Le aliquote IVA applicate negli Stati membri aggiornate al 1° enero 2011: eurotax VAT Passport to Europe. 3 - Che cos'é l’aliquota parcheggio?L'aliquota I.V.A. parcheggio é un'aliquota che non puo' essere inferiore al 12% e che puo' essere applicata porvvisoriamente dagli Stati membri al fine di permettere a quest'ultimi di avvicinarsi al tasso ordinario per alcuni prodotti o servizi. 4 - Comme posso verificare la validità del Numero di P.I.V.A. di uno dei mie clienti stranieri?E' possibile verificare la validità di una partita I.V.A. in uno Stato membro dell'Unione grazie ad un sistema elettronico di scambio dati sull'IVA, tali informazioni sono disponibili sul sito internet “sistema elettronico di scambio di dati sull’IVA” (VIES). 5 - La mia società residente in Francia puo' designare un mandatario fiscale per gestire le proprie operazioni commerciali imponibili ai fini I.V.A. in Germania e in Svizzera?E' possibile designare un mandatario fiscale in Europa a condizione che lo Stato sia membro dell'Unione dei 27 come la Germania. Per quanto riguarda invece la Svizzera, bisognerà riferirsi agli accordi e convenzioni bilaterali firmati tra Francia e Svizzera, dato che questo Stato non fa parte dell'Unione Europea. 6 - Esistono degli Stati membri dell'Unione Europea nei quali la rappresentanza fiscale di un soggetto passivo residente in un Paese terzo non é obbligatoria?No, la Direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 (abrogata dalla direttiva 2006/112/CE) non prevede alcuna eccezione : qualsiasi soggetto passivo non residente nell'Unione Europea ha l'obbligo di designare un rappresentante fiscale in ognuno degli Stati membri dell'Unione dove esercita delle attività rilevanti ai fini I.V.A. 7 - La nostra Società ha già un rappresentante fiscale in Italia. Prossimamente inizieremo a realizzare delle operazioni rilevanti ai fini I.V.A. in Francia. Quest'ultimo puo' rappresentarci fiscalmente anche in Francia?No, in Francia il rappresentante fiscale dev'essere un soggetto fisico o giuridico residente sul territorio nazionale per poterLa rappresentare. 8 - La nostra società belga fornisce dei servizi in Inghilterra da 13 mesi e non si é ancora identificata ai fini I.V.A. Ha l'obbligo di farlo?L'identificazione fiscale ai fini I.V.A., diventa obbligatoria nel momento stesso in cui il volume delle operazioni supera la soglia prevista. Se il valore complessivo delle prestazioni fornite dalla società belga nel corso degli ultimi 12 mesi, oltrepassa tale soglia, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A. 9 - Una Società con sede in Francia ha venduto della merce a una società spagnola. Nel momento della cessione la merce si trovava in Portogallo. Che tipo di regime I.V.A. dev'essere applicato?Si applica il principio della territorialità; la vendita dev'essere imponibile di I.V.A. portoghese. 10 - Che tipo di regime I.V.A. deve applicare un soggetto passivo di imposta residente nell' Unione Europea sulle vendita a distanza (cessioni intracomunitarie di beni a privati)?
Fino a un certo importo di vendite a distanza, fissato individualmente da ogni Stato membro di destinazione*,é l'aliquota I.V.A. del Paese di provenienza della merce che viene applicata. |
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(pubblicato in Marzo 2006, aaggiornato in Gennaio 2011) 1 - Che cosa si intende con il termine soglie di obbligazione?Le soglie di obbligazione stabiliscono con precisione il momento esatto in cui siete obbligati a compilare gli elenchi riepilogativi. Si determina in funzione del valore degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie realizzate in un determinato periodo. 2 - In quale momento devo determinare la periodicità di presentazione dei riepiloghi Intrastat?Premesso che le soglie e /o il volume degli scambi intracomunitari per i quali vige l’obbligo di presentazione delle dichiarazioni sono fissate dall’agenzia delle dogane, gli elenchi riepilogativi degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie devono essere compilati facendo riferimento all'importo delle operazioni realizzate nel corso dell'anno civile precedente e a seconda delle soglie. Qualora il soggetto economico realizzi nel corso dell'anno un valore delle operazioni superiore alla soglia obbligatoria prevista, é tenuto ad osservare le scadenze stabilite dallo scaglione superiore e a compilare l'elenco nel momento in cui il valore degli scambi realizzati é superato. Per le cessioni intracomunitarie vige l’obbligo di presentazione degli elenchi a partire dal 1° euro di superamento del volume delle oeprazioni. Per gli acquisti intracomunitari, la soglia unica introdotta dal 01/01/2011 é di 460 000 euro. 3 - Le soglie relative ai valori fissati dall’agenzia delle dogane per le quali é obbligatoria la compilazione dei dati, sono soggette ad una revisione?Si, alcune soglie possono essere modificate. A decorrere dal 1° gennaio 2006 sono state infatti introdotte alcune modifiche per semplificare gli adempimenti amministrativi negli elenchi riepilogativi. Per gli acquisti intracomunitari la soglia obbligatoria di presentazione é stata elevata da 100 000 euro a 150 000 euro. A decorrere dal 01/01/2011 sono state ugualmente introdotte alcune importanti modifiche che hanno definito un’unica soglia per gli acquisti intracomunitari e modificato sensibilmente il volume delle cessioni intracomunitarie per le quali é obbligatorio presentare gli elenchi. 4 - E' possibile dichiarare in un'unica linea diverse fatture emesse ad unico cliente o ricevute dallo stesso fornitore?E' possibile dichiarare l'insieme di queste fatture in un'unica riga del modello Intrastat se il codice di nomenclatura doganale (tariffa doganale d'uso integrata) é lo stesso per tutte le merci descritte in fattura, se le stesse sono provenienti e/o spedite nello stesso Stato comunitario, se sono riportati gli stessi termini commerciali di consegna (incoterm) , lo stesso mezzo di trasporto, e lo stesso numero di identificazione fiscale. 5 - Che cosa posso fare se ho inserito un valore fiscale errato nel mio elenco mensile?In teoria, se l'errore commesso nei riepiloghi degli acquisti intracomunitari equivale ad un valore fiscale inferiore ad 8.000 euros, nessuna correzione é obbligatoria. In pratica, per una concordanza tra il volume degli scambi dichiarati negli elenchi riepilogativi e le vostre liquidazioni I.V.A. (autoliquidazione sulla vostra dichiarazione), si raccomanda di correggere l'errore tramite l'invio di una dichiarazione rettificativa. Se l'errore (qualunque sia il valore dichiarato) porta negli elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie, é imperativo procedere all'inoltro di una dichiarazione rettificativa. 6 - Ho dimenticato di dichiarare una fattura di acquisto del mese di dicembre 2009 nei riepiloghi Intrastat, posso aggiungerla all'elenco riepilogativo del mese di Gennaio 2011?
No, é necessario compilare una dichiarazione integrativa da trasmettere all'Agenzia delle Dogane. 7 - Spedisco delle foto all'interno dell'UE e il valore della massa netta é praticamente nulla (inferiore a 20 grammi).
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(pubblicato in Febbraio 2011, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - Intrastat servizi : cosa sono e chi sono i soggetti obbligati?Gli elenchi riepilogativi dei servizi intracomunitari, devono essere compilati con periodicità mensile e presentati all’agenzia delle dogane al fine di comunicare il volume delle prestazioni di servizio rese all’interno dell’UE. Sono obbligati a questa formalità dichiarativa tutti i soggetti passivi d’imposta che vendono una prestazione di servizio ad un altro soggetto passivo d’imposta residente in un altro Stato membro dell’Unione. 2 - Dove trovare il Modulo cartaceo per gli Intrastat servizi?
Gli elenchi Intrastat previsti per i servizi, possono essere compilati anche sul Modulo cartaceo. A tal fine si rende opportuno inoltrare richiesta mensile (ugualmente su formato cartaceo). 3 - Con quale periodicità devono essere compilati gli elenchi Intrastat per i servizi?
Gli elenchi Intrastat per i servizi resi in ambito comunitario, devono essere compilati con una periodicità mensile e trasmessi entro il 10° giorno lavorativo del mese successivo a cui si riferisce l’operazione posta in essere, affinché il committente possa assolvere l’imposta dovuta nel proprio Stato d’appartenenza mediante il meccanismo dell’inversione contabile. 4 - Quali informazioni e/o dati devono essere inseriti negli elenchi Intra/servizi?
Le informazioni e i dati variabili che devono essere presi in considerazione per compilare gli elenchi Intrastat per i servizi sono: 5 - Quali sono le sanzioni previste in caso di omessa dichiarazione?L’omessa compilazione della dichiarazione Intrastat é passibile di ammenda del valore di 750 euro. 6 - Come devo comportarmi se ho commesso un errore nella dichiarazione Intrastat del mese precedente?
E’ possibile sottoscrivere una dichiarazione rettificativa relativa al periodo in cui si riferisce l’errore che é stato commesso. |
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(pubblicato in Dicembre 2006, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - Qual'é il testo legale europeo di riferimento in materia di fatturazione?Si tratta della direttiva europea 2001/115/CE che precisa quali sono le menzioni obbligatorie da riportare sulle fatture. 2 - Posso fatturare con qualsiasi valuta in qualità di soggetto passivo?Si, trattandosi di contratti internazionali, gli importi che appaiono sulle fatture possono essere espressi in qualsiasi valuta. Tuttavia, l'importo relativo all'imposta deve essere espresso nella valuta applicata nello Stato ove si effettua la cessione del bene o la fornitura del servizio. 3 - Posso emettere le mie fatture di vendita in lingua inglese se le mie operazioni sono imponibili di I.V.A. francese e il mio cliente é di nazionalità francese?
Se la vostra Società non ha la propia sede in Francia, le vostre fatture si inseriscono nell'ottica del commercio internazionale e come tali possono quindi essere emesse in una lingua diversa da quella francese. 4 - Ho l'obbligo di citare il mio numero identificativo di Partita I.V.A. intracomunitaria su tutte le fatture che emetto?Si, il numero di identificazione fiscale del soggetto che emette la fattura (fornitore) é un’informazione che dev’essere obbligatoriamente indicata nel documento commerciale. Le fatture, il cui importo netto é inferiore o corrispondente a 150€ possono (salvo eccezioni, e soprattutto in caso di regime intracomunitario) non citare il numero di identificazione fiscale del fornitore e, in caso di esenzione I.V.A., il riferimento alla relativa disposizione di esonero cui é soggetta all'occorrenza l'operazione (circolare 3 CA-136 n° 166 a 168). 5 - Spedisco della merce tutti i giorni ad uno dei miei clienti. Ho l'obbligo di emettere una fattura per ciascuna di queste spedizioni?No, si possono emettere fatture ogni 2 settimane (periodicità massima legalmente riconsciuta). Cio'nonostante, non dimenticate di dettagliare ogni cessione sulle fattura affinché questa sia conforme a quanto previsto dalla direttiva direttiva europea 2001/115/CE (vedi domanda n°1). 6 - In caso di vendita intracomunitaria, ho l'obbligo di indicare in fattura il numero identificativo di Partita I.V.A. del mio cliente?Se non é obbligatorio nel caso di una vendita realizzata all'interno del territorio nazionale, contestualmente lo diventa nel caso di una vendita intracomunitaria. Ricordatevi ugualmente di indicare anche la disposizione prevista in caso di esenzione d'imposta : “Cessione intracomunitaria non imponibile- Articolo 138 della direttiva I.V.A. 2006/112/CE” per le cessioni di beni e “Articolo 44 e 196 della direttiva I.V.A. 2006/112/CE, cliente soggetto obbligato all’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile” per le prestazioni di servizio. Nuovo articolo 2006/112/CE. 7 - Il mio fornitore europeo é obbligato ad indicare sulle fatture tutti gli elementi a me necessari per poter compilare il modello Intrastat all'acquisizione?
La direttiva europea 2001/115/CE che ha come finalità l'armonizzazione comunitaria delle modalità di fatturazione previste in materia di imposta sul valore aggiunto, impone di indicare alcune informazioni in fattura, quali, la data di emissione, un numero sequenziale, la quantità e natura dei beni ceduti o entità e natura dei servizi resi. Non sussiste comunque alcun obbligo preciso per il fornitore di inserire nelle proprie fatture tutte le informazioni necessarie ai fini Intrastat qualora lo stesso realizza uno scambio intracomunitario. 8 - Sono ritenuto responsabile della validità del numero di identificazione fiscale ai fini I.V.A. del mio cliente quando fatturo una cessione intracomunitaria?Si, poiché sussite il principio di solidarietà internazionale. All’uopo, l'amministrazione mette a disposizione uno strumento di controllo, il sito internet V.I.E.S. Tale strumento, tuttavia, permette di verificare solamente la validità del numero di Partita I.V.A. e non i dati identificativi del soggetto passivo al quale é attribuita la Partita I.V.A.. E' forse utile in questo caso, chiedere una copia del certificato di iscrizione al Numero di Partita I.V.A. al vostro cliente. 9 - E' obbligatorio indicare sulle fatture l'aliquota I.V.A. applicata?Si, l'aliquota I.V.A. é una menzione obbligatoria da indicare in fattura. Tuttavia, non é indispensabile riportarla sistematicamente ad ogni voce relativa alla descrizione della merce se questa é imponibile della stessa aliquota, a condizione che non sussista alcuna ambiguità. L'aliquota I.V.A. puo' essere allora indicata una sola volta sulla fattura. 10 - Posso emettere e trasmettere delle fatture ai miei clienti per via elettronica?Si, la direttiva europea 2001/115/CE l'autorizza a condizione che tali fatture comportino una firma elettronica e che siano emesse in conformità allo scambio di dati elettronici (EDI) che ne garantisce l'autenticità dell'origine dei dati e l'integrità del contenuto di ciascuna fattura. Per informazioni piu’ dettagliate, consultate la nostra Newsletter N° 6 (2007-07). E’ stata adottata una nuova direttiva europea, (la 2010/45/UE) al fine di semplificare e snellire le norme previste in materia di fatturazione elettronica. Tali norme dovranno essere comunque recepite dagli Stati membri al fine di rendere applicabili le nuove disposizioni a partire dal 1° gennaio 2013. |
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(pubblicato in Dicembre 2007, aggiornato in Febbraio 2011) 1 - A chi é rivolto il regime fiscale I.V.A. in vigore in Francia dal 1° settembre 2006 ?Le disposizioni fiscali interessano tutti i fornitori di beni e servizi non residenti in Francia. Questo regime I.V.A. dev'essere applicato dall'insieme dei clienti di questi operatori economici qualora risultino identificati ai fini I.V.A. in Francia, ovvero risultino in possesso di un N° di P.I.V.A., ivi residenti o no. 2 - Gli adempimenti fiscali obbligatori che incombono in Francia alle società straniere, sono stati modificati dal 1° settembre 2006. Ma quali sono?Con effetto 1° settembre 2006 e ai sensi dell'art.283-1 del CGI, qualora la cessione di un bene o la prestazione di un servizio sia effettuata da un soggetto passivo d'imposta non residente in Francia, l'I.V.A. dev'essere dichiarata ed assolta (autoliquidata) dall'acquirente se quest'ultimo é identificato ai fini I.V.A. in Francia. 3 - La mia impresa ha sede legale all'interno dell'Unione Europea. Queste disposizioni mi riguardano?Sono interessati dalle norme tutti i fornitori che non sono residenti in Francia, senza alcuna distinzione tra Unione Europea o extra. 4 - L'identificazione fiscale ai fini I.V.A. in Francia, continua ad essere un adempimento obbligatorio per una società straniera che realizza solamente delle operazioni intracomunitarie (acquisizioni e cessioni intracomunitaria in Francia)?
Si, dato che alla società che realizza delle operazioni intracomunitarie incombe l’obbligo di dichiarare il volume delle cessioni e degli acquisti effettuati.
5 - Nonostante la mia società, non residente in Francia ma ivi identificata ai fini I.V.A., non fatturi piu' l'imposta al suo cliente francese, deve continuare a dichiarare questo tipo di vendite?
Si, fintanto che la Società é identificata ai fini I.V.A. in Francia e dispone di un numero di Partita I.V.A.
6 - La mia società -non residente in Francia - acquista merce per rivenderla in seguito a dei clienti, soggetti passivi d'imposta francesi. A decorrere dal 1° settembre 2006, i miei clienti devono applicare il regime dell’inversione contabile, o reverse charge. Nella fattispecie, come posso procedere per ottenere il rimborso dell'I.V.A. pagata in Francia per questi acquisti e altri costi sostenuti?Attualmente, un fornitore di un bene o di un servizio non residente in Francia che realizza delle vendite ma risulta non identificato ai fini I.V.A. in questo stato, puo’ esercitar il diritto al rimborso dell’I.V.A. pagata, secondo le modalità previste dall'8a e 13ma Direttiva Europea e presentare un'istanza di rimborso I.V.A. all’ amministrazione fiscale. 7 - Il mio cliente rifiuta che gli fatturi le vendite interne senza l’applicazione dell’imposta, che soluzione posso adottare?
L'unica alternativa praticabile é di designare un “garante fiscale” al fine di dichiarare e versare l'imposta in nome e per conto del vostro cliente sulla vostra dichiarazione I.V.A.
8 - Sono un fornitore non residente in Francia. I miei due clienti principali pretendono che continui a fatturare loro l'I.V.A. e mi hanno proposto ciascuno un garante fiscale. E' possibile?No. Per l'insieme dei clienti che optano per questa alternativa, dev’essere nominato un unico garante fiscale per ogni fornitore. Qualora il fornitore di un bene o di un servizio non fosse residente in uno Stato membro dell'Unione Europea, il garante é necessariamente il suo rappresentante fiscale, quest'ultimo designato ai sensi dell'art. 289 A del CGI. 9 - Dal 01/09/2006 la mia società, che non ha sede legale in Francia, ha deciso di non fatturare piu' l'I.V.A. ai suoi clienti titolari di un numero di Numero di Partita I.V.A. francese. Esiste un formalismo da rispettare per l'emissione delle fatture di vendita?L’integralità delle fatture di vendita soggette al regime dell’inversione contabile, devono chiaramente indicare che l'imposta é autoliquidata dal cliente, conformemente alle disposizioni prescritte all'art. 283-1 del Codice Generale delle Imposte. 10 - La mia società, che non ha sede legale in Francia, realizza delle vendite a distanza (abbreviato, VAD) a dei privati. Devo sempre emettere fatture imponibili d'I.V.A. ai miei clienti?Le vendite a distanza (VAD) sono delle operazioni che non sono soggette a questo regime I.V.A. poiché i clienti fatturati (privati), non sono titolari di un numero di Partita I.V.A. francese. |
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(pubblicato in Luglio 2008) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. in vigore in Germania?In Germania sono applicate l’aliquota IVA ridotta del 7% e l’aliquota IVA ordinaria del 19%.
In lingua tedesca la definizione di imposta sul valore aggiunto é “MwSt” o “USt”. 2 - Quanto tempo é previsto per ottenere l’iscrizione al Numero di Partita I.V.A. in Germania una volta presentata la richiesta?Non tutte le società sono tenute ad identificarsi ai fini IVA. Dipende dai casi, esempio se svolgono degli scambi intracomunitari di beni. Tuttavia, in Germania qualsiasi società é tenuta ad identificarsi per operazioni ai fini IVA (tempo previsto 2 settimane). Generalmente, il Numero di Partita IVA é attribuito in 3 giorni.
3 - E' possibile ottenere un Numero di Partita I.V.A. temporaneo?No, questa possibilità non è prevista dall’ordinamento tedesco.
E’ prevista solamente l’dentificazione ai fini IVA oppure la radiazione. 4 - Devo emettere una fattura commerciale imponibile di aliquota I.V.A.?La fattura che comporta dell’ I.V.A. per cessione di merci o servizi, puo’ essere emessa solamente se il soggetto che realizza l’operazione é identificato ai fini IVA.
5 - Qualora dovessi emettere una fattura imponibile d'I.V.A., quali sono le menzioni obbligatorie da far apparire sul documento commerciale?
I requisiti obbligatori stabiliti dall’art. 14 – 4 della legislazione tedesca in materia d’imposta sul valore aggiunto sono:
6 - Con quale frequenza devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. dai soggetti esteri non residenti?La periodicità con la quale le dichiarazioni IVA devono essere compilate e presentate, dipende dal volume delle operazioni imponibili realizzate nel corso dell’anno solare precedente.
Se il valore delle operazioni imponibili realizzate nel corso dell’anno solare precedente supera i 6.136€ (a decorrere dal 01.01.2008), le dichiarazioni IVA devono essere compilate con periodicità mensile. Diversamente, é sufficiente presentare delle dichiarazioni IVA ad ogni trimestre civile. La periodicità annuale é prevista qualora il volume d’affari realizzato é di scarso valore. 7 - Con quali modalità é rimborsato il credito I.V.A. in Germania?Se il valore dell’imposta da versare, liquidata in un determinato periodo di riferimento, é inferiore all’IVA detraibile, assolta sugli acquisti, la differenza rilevata quale credito d’imposta, sarà rimborsata dall’ufficio delle entrate, direttamente sul conto corrente bancario intestato al richiedente.
8 - Una società che intende costituire uno stock di merce in Germania, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A.?L’identificazione ai fini I.V.A. si rende necessaria se lo stock di merce é fisicamente presente nel territorio. Non sono previste semplificazioni in materia d’IVA.
9 - Considerato che le esportazioni sono operazioni esenti I.V.A in Germania, un soggetto estero che realizza tali operazioni, deve identificarsi ai fini I.V.A.?Il soggetto estero che realizza tali operazioni, é obbligato ad identificarsi ai fini IVA e a presentare tutti i documenti probatori dell’operazione posta in essere.
10 - Sono identificato ai fini I.V.A. in Germania, e a seguito di un accertamento fiscale mi é stata notificato l’omesso versamento dell’imposta dovuta, inclusi gli interessi moratori. Come posso impugnare questo provvedimento?E’ possibile fare ricorso all’amministrazione fiscale entro un mese dalla data di ricevimento delle notifica dell’infrazione, se sussitono comunque le prove materiali concrete, la documentazione contabile attestante il valore esiguo del volume d’affari realizzato. Tuttavia, é fortemente raccomandabile avvalersi della cosulenza di un esperto.
11 - Un soggetto estero non residente in Germania che cede in subappalto a terzi l’esecuzione di un’opera o la prestazione di un servizio, é obbligato ad identificarsi ai fini IVA in Germania?Un soggetto estero ha l’obbligo di identificarsi ai fini IVA in Germania solamente se il committente e il subappaltatore eseguono entrambi i lavori. Tuttavia, se il soggetto estero non residente cede in subappalto l’esecuzione dei lavori a subappaltatori esteri, ha comunque l’obbligo di identificarsi ai fini IVA.
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(pubblicato in Febbraio 2008, aggiornato in Aprile 2009) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. applicate in Italia?In Italia sono in vigore 3 aliquote I.V.A.. L'aliquota ordinaria con effetto dall’ 1.10.1997 è stata fissata nella misura del 20%. Esistono inoltre 2 diverse aliquote ridotte. L’aliquota ridotta al 4% si rende applicabile alle cessioni di beni e prestazioni di servizi elencate nella Tabella A Parte II del DPR 633/72 , quali a titolo di esempio alimenti di primissima necessità, alcuni prodotti editoriali o alcune prestazioni nel settore edile. L’aliquota ridotta al 10% si rende invece applicabile alle cessioni di beni e prestazioni di servizi elencate nella Tabella A Parte III del DPR 633/72, fra cui ricordiamo a titolo di esempio le cessioni di prodotti alimentari, alcune prestazioni nel settore edile o altri servizi di pubblica utilità..
2 - Quanto tempo é previsto per ottenere l’iscrizione al Numero di Partita I.V.A. in Italia una volta presentata la richiesta?A ricevimento della richiesta documentazione in originale, la locale amministrazione fiscale rilascia il numero di Partita I.V.A. entro 1 settimana.
3 - E' possibile ottenere un Numero di Partita I.V.A. temporaneo?No, questa possibilità non è prevista dall’ordinamento Italiano.
4 - Devo emettere una fattura commerciale imponibile di aliquota I.V.A.?Potete emettere Fattura con I.V.A. Italiana solamente se siete titolari di un numero di P. I.V.A. in Italia. Per ciascuna operazione in regime I.V.A., comprese quelle non imponibili ed esenti, deve essere emessa fattura in duplice copia da parte del soggetto che effettua l’operazione. Eccezioni a tale norma sono rappresentate dai dettaglianti, dai casi di emissione di fattura elettronica e dai casi di applicazione della cosiddetta “autofattura”.
5 - Qualora dovessi emettere una fattura imponibile d'I.V.A., quali sono le menzioni obbligatorie da far apparire sul documento commerciale? I requisiti obbligatori stabiliti dall’art. 21 DPR 633/72 sono i seguenti:
6 - Con quale frequenza o periodicità devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. dai soggetti esteri non residenti nella Italia?Se il valore dell’imposta da versare, liquidata in un determinato periodo di riferimento, é inferiore all’I.V.A. detraibile assolta sugli acquisti, la differenza rilevata quale credito d’imposta, sarà rimborsata dall’ufficio delle entrate, direttamente sul conto corrente bancario intestato al richiedente entro 30 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione I.V.A.
7 - Con quali modalità é rimborsato il credito I.V.A. in Italia?Se siete in possesso dei requisiti previsti dalla normativa fiscale, potete recuperare l'I.V.A. che avete pagato per l'acquisto di beni e servizi necessari all'esercizio della vostra attività commerciale, nei termini e modalità previste dalla disciplina I.V.A. I soggetti esteri non residenti, titolari di Partita Iva Italiana, recuperano l'I.V.A. pagata sugli acquisti in fase di liquidazione e dichiarazione operando la differenza fra l'imposta da versare e l'imposta detraibile relativa al periodo di riferimento. Una volta determinata la posizione I.V.A. annuale, se sussiste un credito d'imposta quest'ultimo potrà essere chiesto a rimborso o riportato a credito nelle liquidazioni relative all’anno successivo.
In ottemperanza a quanto prescritto dall'8a e 13ma Direttiva europea. In Italia, i soggetti esteri non residenti, registrati ai fini I.V.A. nel proprio Paese e privi di Partita I.V.A. in Italia, devono completare l'istanza di rimborso su un apposito modello e produrre tutta la documentazione giustificativa che formerà parte integrante dell'istanza. Attualmente le tempistiche di rimborso variano dai 6 ai 10 mesi a seconda del momento in cui l’istanza di rimborso é presentata. 8 - Una società che intende costituire uno stock di merce in Italia, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A.?L’identificazione I.V.A. si rende necessaria ogni qual volta un soggetto non residente effettui un trasferimento di beni dal proprio paese in Italia, depositandoli presso un magazzino di proprietà di terzi e con l’intento di venderli successivamente. In questo caso, al momento dell’effettuazione del trasferimento del bene, deve essere emessa fattura intracomunitaria nei confronti di se stesso ma con il numero di partita I.V.A. attribuitagli come “identificato diretto”. La successiva vendita in Italia sarà dunque assoggettata ad I.V.A. Italiana secondo le aliquote vigenti.
9 - Considerato che le esportazioni sono esenti dell'I.V.A in Italia, un soggetto estero che realizza tali operazioni deve identificarsi ai fini I.V.A.?In relazione al principio della tassazione dei beni nel luogo dove essi sono consumati, le cessioni all’esportazione sono operazioni qualificate in Italia come non imponibili, o ad aliquota 0%. Sono comunque operazioni che concorrono alla formazione del volume d’affari del soggetto che le pone in essere, e devono dunque essere fatturate, registrate e dichiarate.
10 - Sono identificato ai fini I.V.A. in Italia e a seguito di un accertamento fiscale mi é stata constatata una violazione tributaria. Come posso impugnare questo provvedimento?Malgrado il soggetto estero non residente possa fare ricorso direttamente all'amministrazione fiscale locale, é consigliabile rivolgersi ad un esperto. La prima fase é quella di presentare un'istanza di concordato alla commissione tributaria al fine di ottenere la sospensione del provvedimento e permettere all'ufficio e al contribuente di valutare il contenuto dell'atto di accertamento e le rispettive ragioni, nonché instaurare un contradditorio per il raggiungimento di un accordo. Qualora l’accordo non venga raggiunto, il contribuente puo' fare appello presso le competenti Commissioni Tributarie.
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(pubblicato in Settembre 2009) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. in vigore in Portogallo ?
Le aliquote I.V.A. applicate in Portogallo sono:
- Un’aliquota I.V.A. ridotta del 5%; - Un’aliquota I.V.A. intermediaria del 12%; - Un’aliquota I.V.A. standard del 20%. L’aliquota I.V.A. ridotta si applica ai generi alimentari e prodotti farmaceutici, pubblicazioni periodiche, libri, giornali, servizi relativi al trasporto ed alloggio. L’aliquota I.V.A. intermediaria é applicata a tutti i prodotti conservati e ai servizi di ristorazione (cibi e bevande). L’aliquota I.V.A. standard é applicata alle cessioni di beni e prestazioni di servizio fuori campo di applicazione del tasso ridotto o intermediario. Le aliquote sopra richiamate, rispettivamente del 4%, 8% e 14% applicate all’insieme delle transazioni poste in essere nelle regioni a statuto autonomo quali le isole Azzorre, Madera e alle importazioni ivi effettuate. 2 - Quanto tempo é previsto per ottenere l’iscrizione al Numero di Partita I.V.A. in Portogallo ?Una volta prodotti tutti i documenti necessari, il Numero di Partita I.V.A. é attribuito da un organismo statale. Al fine di ottenere l’identificazione fiscale ai fini I.V.A. é necessario presentare un modulo per la crezione della società all’amministrazione fiscale portoghese.
3 - E' possibile ottenere un Numero di Partita I.V.A. temporaneo ?Le legislazione portoghese non contempla questa possibilità. Tuttavia, é lasciata la facoltà al contribuente di radiare telematicamente la propria immatricolazione ai fini I.V.A. collegandosi al sito internet dell’amministrazione fiscale portoghese, in qualsiasi momento.
4 - Devo emettere una fattura commerciale imponibile di aliquota I.V.A. ?Conformemente a quanto previsto dalla legislazione interna in materia d’imposta sul valore aggiunto, l’imposta dovuta é calcolata sul valore dei beni ceduti (o dei servizi erogati) nel momento stesso in cui la fattura é emessa. Secondo le norme generali in vigore, il contribuente ha l’obbligo di emettere una fattura commerciale per ogni vendita.
5 - Qualora dovessi emettere una fattura imponibile d'I.V.A., quali sono le menzioni obbligatorie da far apparire sul documento commerciale ?Nell’eventualità di un accertamento fiscale, qualsiasi fattura o documento comparabile dev’essere trattato informaticamente oppure stampato e numerato rispettando i caratteri tipografici autorizzati. Oltre a comportare la data di emissione ed una numerazione progressiva e/o sequenziale, le fatture e/o i documenti analoghi devono necessariamente indicare le seguenti informazioni :
6 - Con quale frequenza devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. dai soggetti esteri non residenti ?Le società straniere cosi’ come le società portoghesi che realizzano un volume d’affari superiore a 650 000€ hanno l’obbligo di compilare e presentare le dichiarazioni I.V.A. e versare l’imposta dovuta entro il giorno 10 del mese successivo a quello in cui la transazione é stata realizzata.
I contribuenti che realizzano una cifra d’affari inferiore a tale volume, sono obbligati a presentare le dichiarazioni I.V.A. con periodicità trimestrale e a versare l’imposta dovuta entro il giorno 15 del trimestre civile di riferimento. In questo caso il volume delle cessioni intracomunitarie e delle vendite poste in essere a Madera o nelle Isole Azzorre, devono essere indicate sulle dichiarazioni I.V.A. mensili o trimestrali. Tutti i soggetti passivi d’imposta hanno l’obbligo di presentare una dichiarazione I.V.A. annuale e l’elenco dei clienti e fornitori qualora queste trasazioni superino il volume annuale di 25 000€. 7 - Con quali modalità é rimborsato il credito I.V.A. in Portogallo ?Se il valore dell’imposta assolta sugli acquisti é superiore all’I.V.A. da versare ed eccede l’importo di 10 650€, il contribuente puo’ richiedere il rimborso indicando il credito maturato direttamente sulla dichiarazione I.V.A. e presentando successivamente un’istanza di rimborso accompagnata da tutti i documenti giustificativi, la liquidazione I.V.A. e il ricapitolativo delle regolarizzazioni effettuate. Se il credito d’imposta é superiore a 250€, e’ possibile richiedere il rimborso entro 1 anno.
Nel momento stesso in cui un’istanza di rimborso I.V.A. é presentata all’amministrazione fiscale, ci si espone alla possibilità di un eventuale accertamento da parte dell’amministrazione. E’ necessaria la sottoscrizione di una fidejussione bancaria a favore dell’amministrazione fiscale per qualsiasi richiesta di rimborso superiore a 1 000€ e valida per 1 anno. La liquidazione del credito d’imposta sarà eseguita dall’amministrazione finanziaria entro il terzo mese successivo alla richiesta di rimborso effettuata sulla dichiarazione I.V.A. relativa al periodo di riferimento, decorso tale termine, il contribuente potrà esercitare il diritto alla riscossione degli interessi moratori previsti in caso di pagamento tardivo. 8 - Una società che intende costituire uno stock di merce in Portogallo, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A. ?Nel caso di una società straniera residente in uno Stato UE che spedisce dei beni in Portogallo in conto deposito, l’operazione ivi posta in essere sarà assimilata ad un acquisto intracomunitario di beni e considerata come un’operazione terriorialmente rilevante ai fini I.V.A. L’impresa comunitaria sarà quindi tenuta ad identificarsi ai fini I.V.A. in Portogallo per versare l’imposta dovuta sull’operazione posta in essere.
In principio, una società comunitaria che dichiara l’imposta dovuta sull’operazione ha la facoltà di detrarre contemporaneamente la stessa quale imposta deducibile ; di norma generale la deduzione dell’imposta dev’essere effettuata nel momento stesso in cui é liquidata l’I.V.A. dovuta sull’operazione e sulla stessa dichiarazione. In questo caso l’imposta dovuta sarà neutralizzata e nessun versamento sarà effettivamente effettuato. Si é pertanto in presenza di un’operazione non rilevante dal punto di vista finanziario. Le società residenti nell’UE e che si identificano ai fini I.V.A. in un altro Stato membro non sono obbligate a designare un rappresentante fiscale in Portogallo. Le società residenti in Paesi Terzi che non dispongono di una stabile organizzazione in Portogallo, hanno l’obbligo di nominare un rappresentante fiscale, quest’ultimo solidalmente responsabile con l’obbligato principale nell’espletamento di tutti gli adempimenti fiscali e dichiarativi derivanti dalle operazioni imponibili poste in essere in Portogallo. L’imposta dovuta sull’acquisto di beni in provenienza da Paesi Terzi é esigibile nel momento stesso in cui i beni sono importati in Portogallo. 9 - Essendo le esportazioni esenti I.V.A., una società straniera che effettua tali operazioni, é tenuta ad identificarsi ai fini I.V.A. in Portogallo ?La normativa fiscale prevede che le cessioni di beni spediti dal Portogallo da una società straniera, siano considerate come operazioni esenti I.V.A. à condizione che i beni siano spediti o trasportati verso un altro Stato membro dell’Unione. La società deve inoltre documentare che il Paese di destinazione si trova in un Paese Terzo. Nel caso contrario, l’imposta é dovuta. Una società straniera che realizza questo tipo di vendite deve emettere una fattura commerciale per ogni trasferimento di beni a destinazione di società residenti in Paesi Terzi, e, come per un’operazione rientrante nel campo di applicazione dell’I.V.A., deve indicare sulla propria dichiarazione il volume delel vendite realizzate come é il caso delle imprese residenti, a tal fine necessita pertanto di identificarsi ai fini I.V.A.
10 - Sono identificato ai fini I.V.A. in Portogallo e a seguito di un accertamento fiscale mi é stata constatata una violazione tributaria relativamente all’imposta da versare. Come posso impugnare questo provvedimento ?Conformemente alla normativa fiscale in vigore in Portogallo, qualsiasi contribuente ha la facoltà di contestare l’avviso di accertamento notificato dall’amministrazione. La contestazione “ricorso fiscale” dev’essere presentata all’amministrazione fiscale. Qualora il contenzioso non fosse risolto, il contribuente ha la facoltà di presentare ricorso giudiziairio davante al Tribunale amministrativo.
11 - Un soggetto estero non residente in Portogallo che cede in subappalto a terzi l’esecuzione di un’opera e/o la prestazione di un servizio che le é stato commissionato da una società portoghese, é obbligato ad identificarsi ai fini I.V.A. in questo Stato ?Le prestazioni di servizio si considerate effettuate nel luogo ove il fornitore é residente o possiede una stabile organizzazione a partire dalla quale i servizi sono resi.
Questo significa che le fatture emesse da una società straniera ad una società portoghese e aventi oggetto servizi, le prestazioni rese non saranno imponibili di I.V.A. Il soggetto passivo d’imposta non residente non é pertanto obbligato ad identificarsi ai fini I.V.A. in Portogallo, indipendentemente dal fatto che tali servizi siano resi o no da una società portoghese. Conformemente alla 6^direttiva, esistono tuttavia delle deroghe a questa norma :
Di norma generale, I lavori ri ristrutturazione e perizia su beni mobili corporali, sono tassabili in Portogallo quando i servizi sono ivi resi. Nell’ipotesi in cui tali servizi vengano affidati in subappalto da un’impresa straniera, stante alla suddetta normativa, la società dovrebbe identificarsi ai fini I.V.A. al fine di adempiere tutte le obbligazioni fiscali derivanti dall’operazione posta in essere e al versamento dell’imposta dovuta. |
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(pubblicato in Aprile 2009) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. applicate in Spagna?L’aliquota I.V.A. standard é del 16% ed é applicata a tutte le forniture che non beneficiano di un’aliquota ridotta. Esistono due aliquote ridotte del 7% e del 4%.
L’aliquota ridotta del 7% si applica a tutti i generi alimentari (cibi e prodotti agricoli che non beneficiano dell’aliquota del 4%),ma anche alle abitazioni come pure a qualche servizio destinato alle persone. L’aliquota super ridotta trava altresi’ applicazione a tutti i prodotti di prima necessità (pane, latte, libri, prodotti farmaceutici), etc.). 2 - Quanto tempo é previsto per ottenere l’iscrizione al Numero di Partita I.V.A. in Spagna una volta presentata la richiesta e tutta la documentazione idonea?Il Numero di Partita I.V.A spagnola é rilasciato dopo che la pratica d’identificazione fiscale ai fini I.V.A. é stata registrata. In pratica, nelle due settimane successive alla richiesta d’inizio attività, viene notificata “la carta d’identificazione fiscale”.
3 - E' possibile ottenere un Numero di Partita I.V.A. temporaneo?No, questa possibilità non è prevista dall’ordinamento spagnolo. Qualsiasi soggetto passivo d’imposta é tenuto a dichiarare non solo l’inizio e la cessata attività, ma
4 - Devo emettere una fattura commerciale imponibile di aliquota I.V.A.?Qualsiasi soggetto passivo d’imposta é tenuto a rilasciare regolare fattura commerciale per la cessione di beni o prestazione di servizio erogata, indipendentemente dal fatto che il cliente sia un privato oppure un’impresa.
5 - Qualora dovessi emettere una fattura imponibile d'I.V.A., quali sono le menzioni obbligatorie da riportare sul documento commerciale?La normativa applicata in Spagna in materia di fatturazione impone di indicare le seguenti informazioni:
a) Numero progressivo della fattura emessa; b) Data di emissione della fattura; c) Denominazione o ragione sociale del cliente e fornitore; d)Numero d’identificazione fiscale in Spagna oppure Numero di P.I.V.A. intracomunitaria; e) residenza o domicilio di cliente e fornitore; f) Natura, qualita' e quantita' dei beni e dei servizi oggetto della base imponibile; g) Aliquota I.V.A. applicata; h) importo dell’I.V.A. (indicato separatamente e distintamente); i) i dati identificativi del soggetto che emette la fattura completi del Numero d’iscrizione al REA; In caso di cessioni intracomunitarie, esportazioni (Paesi terzi) ed alcuni tipi di operazioni per le quali é prevista l’esonerazione d’imposta, dev’essere indicato l’articolo di esonerazione applicato dal codice fiscale spagnolo oppure dalla direttiva europea. 6 - Con quale periodicità devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. in Spagna da parte dei soggetti non residenti?Le dichiarazioni I.V.A. devono essere presentate con una periodicità mensile oppure trimestrale a seconda del volume del fatturato annuo realizzato. Fra l’altro dev’essere compilata ancha una posizione annuale dati I.V.A.
Se il fatturato realizzato nel corso dell’anno solare precedente non supera l’importo di 6 010 121,04 euro, la dichiarazione I.V.A. dev’essere compilata e presentata con periodicità trimestrale. Se superiore, la periodicità ordinariamente prevista é annuale. Le dichiarazioni I.V.A. devono essere presentate entro e non oltre il giorno 20 del mese succesivo al periodo di riferimento in cui le operazioni sono effettuate. Sono tuttavia autorizzate alcune eccezioni o deroghe: -Le dichiarazioni I.V.A. relative ad operazioni poste in essere nel corso del mese di luglio, possono essere presentate tra il 1° agosto e il 20 settembre. -l’ultima dichiarazione I.V.A. (mensile o trimestrale) puo’ essere presentata entro il 30 gennaio. 7 - Con quali modalità é rimborsato il credito d’imposta in Spagna?Il credito d’imposta a favore del contribuente che risulta dalle operazioni liquidate sulla dichiarazione I.V.A. (mensile o trimestrale) é automaticamente riportato sulla dichiarazione del periodo successivo.
Il credito d’imposta maturato puo’ essere richiesto a rimborso solamente alla fine dell’anno solare e dopo che la dichiarazione I.V.A. é stata presentata. Se sussitono determinati requisiti e condizioni, un soggetto passivo d’imposta puo’ ottenere il rimborso dell’I.V.A. assolta (regime speciale previsto per gli esportatori ed altre categorie di operatori economici). Presentata l’istanza per il rimborso dell’I.V.A., l’agenzia delle entrate spagnola dispone di sei mesi per la notifica dell’ammissione alla procedura di liquidazione dell’importo, oppure al diniego. In caso di ritardo nella liquidazione dell’importo per cause imputabili all’amministrazione, il richiedente puo’ esercitare il diritto per il pagamento dei relativi interessi moratori applicabili in questo specifico caso. Esiste ugualmente un particolare regime fiscale I.V.A. applicato ai soggetti non residenti in Spagna ma titolari di un Numero di Partita I.V.A. nel loro Stato di appartenenza. Tali soggetti possono richiedere il rimborso dell’I.V.A. che hanno assolto per l’acquisto di beni e servizi effettuati in Spagna conformemente all’8^ oppure 13^ direttiva europea. 8 - Una società che intende costituire uno stock di merce in Spagna, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A.?Se un soggetto non residente in Spagna, introduce nel territorio dello Stato della merce in un conto deposito a titolo non traslativo e l’effettivo trasferimento di proprietà viene differito al momento in cui i beni sono ceduti al cliente finale, sono applicate le seguenti disposizioni:
-la spedizione di beni in Spagna é individuata dalla normativa nazionale come un’acquisto intracomunitario effettuato all’interno del territorio. Il soggetto non residente é pertanto tenuto ad identificarsi ai fini I.V.A. -Tuttavia, se il deposito ove sono giacenti i beni non costituisce stabile organizzazione, l’imposta dovuta per la cessione interna, sarà dichiarata dal cliente finale conformemente al regime fiscale dell’autoliquidazione della stessa. -Con tale procedura, l’acquisto intracomunitario effettuato dal soggetto non residente in Spagna sarà esente I.V.A. L’esonerazione d’imposta é applicata a questi acquisti intracomunitari a condizione che l’acquirente possa esercitare il diritto al rimborso dell’I.V.A. assolta conformemente all’8^e 13^direttiva europea. Ne consegue che il soggetto non residente é tenuto ad identificarsi ai fini I.V.A. in Spagna, presentare il dettaglio degli acquisti e delle vendite intracomunitarie realizzate con periodicità trimestrale, compilare, se il caso, degli elenchi riepilogativi mensili (dunque, nessun obbligo di presentazione della dichiarazione I.V.A. ). 9 - Essendo le esportazioni esenti I.V.A., una società straniera che effettua tali operazioni, é tenuta ad identificarsi ai fini I.V.A. in Spagna?Si.
Solamente i soggetti non residenti che effettuano delle operazioni esenti e descritte alle sezioni 23 e 24 del codice fiscale I.V.A. spagnolo (esenzioni in relazione alle zone franche, depositi doganali o regimi per i quali é necessaria un’apposita autorizzazione doganel e/o fiscale). 10 - Un soggetto estero non residente in Spagna che cede in subappalto a terzi l’esecuzione di un’opera e/o la prestazione di un servizio successivamente venduta a un cliente spagnolo, é obbligato ad identificarsi ai fini I.V.A. in questo Stato?No, la società straniera non é tenuta ad identificarsi ai fini I.V.A. in Spagna se il subappaltatore e il cliente finale risultano entrambi titolari di un Numero di Partita I.V.A. in Spagna.
Analogamente, la società straniera che pagherà l’I.V.A. addebitatale dal subappaltatore non dovrà fatturare l’imposta al cliente finale. Il regime dell’autoliquidazione dell’imposta troverà quindi applicazione. La società straniera non residente potrà recuperare l’imposta locale addebitata in fattura da parte del subappaltatore, in applicazione al regime speciale accordato ai soggetti non residenti (8^o 13^direttiva UE). 11 - Sono identificato ai fini I.V.A. in Spagna e a seguito di un accertamento fiscale mi é stata constatata una violazione tributaria relativamente all’imposta da versare. Come posso impugnare questo provvedimento?In un primo tempo é possibile fare ricorso direttamente all’amministrazione fiscale spagnola (STA).
Successivamente e qualora il soggetto estero non residente non fosse d’accordo con la decisione resa, é possibile interporre appello contro detto provvedimento davanti alla Corte amministrativa (Tribunales Económico Administrativos). Il soggetto estero non residente e l’amminsitrazione fiscale (STA) possono quindi presentare ricorso alla Corte suprema ( Tribunales Contencioso-Administrativos). |
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(pubblicato in Settembre 2008) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. in vigore nella Repubblica Ceca?Nella Repubblica Ceca, sono applicate l’aliquota I.V.A. ridotta del 9% e l’aliquota I.V.A. ordinaria del 19%.
In lingua ceca la definizione di imposta sul valore aggiunto é “DPH”. 2 - Quanto tempo é previsto per ottenere l’iscrizione al Numero di Partita I.V.A. nella Repubblica Ceca una volta presentata la richiesta?Di norma, una società non residente, ottiene un Numero di P.I.V.A. ( che tradotto in lingua ceca equivale a DIC) lo stesso giorno in cui presenta tutta la documentazione necessaria all’amministrazione fiscale di Paga 1. Tutti i documenti devono essere prodotti nella lingua ufficiale dello Stato membro, ovvero in lingua ceca, diversamente, dev’essere allegata una traduzione redatta da un traduttore asseverato (traduzione giurata o asseverata). Il numero d’identificazione fiscale ai fini I.V.A. (DIC) che comincia con i caratteri alfanumerici CZ68, ed é composto di nove cifre (esempio: CZ681846846) é rilasciato dalla Repubblica Ceca a qualsiasi soggetto passivo d’imposta non residente.
3 - E' possibile ottenere un Numero di Partita I.V.A. temporaneo?No, questa possibilità non è contemplata dalla normativa ceca.
E’ prevista solamente l’dentificazione ai fini I.V.A. che ha validità di anni 1, decorso tale termine é possibile procedere alla radiazione. 4 - Devo emettere una fattura commerciale imponibile di aliquota I.V.A.?La fattura che comporta l’I.V.A. dev’essere emessa dal fornitore che realizza l’operazione per cessione di merci o servizi. La base imponibile (importo al netto di tasse) e l’imposta “DPH”, devono essere obbligatoriamente espressi nella valuta locale, ossia, corona ceca (CZK). Questo é quanto previsto dalla normativa fiscale, conformemente all’articolo 26 del decreto N° 235/2004 Coll. paragrafo 1° del Codice Generale delle Imposte Ceche. Gli operatori stranieri non residenti, devono convertire la valuta straniera nella corona ceca il giorno stesso in cui l’imposta é divenuta esigibile (momento impositivo) riferendosi ai tassi di cambio ufficiali pubblicati dalla Banca Nazionale Ceca. I tassi di conversioe sono accessibili dal sito internet www.cnb.cz.
5 - Qualora dovessi emettere una fattura imponibile d'I.V.A., quali sono le menzioni obbligatorie da far apparire sul documento commerciale?La fattura dev’essere emessa nei 15 successivi al momento in cui l’imposta é divenuta esigibile. Considerato quindi che i tassi di cambio ufficiali variano giornalmente, é rilevante determinare con precisione il momento impositivo.
Relativamente al formalismo della fattura commerciale, riportiamo qui di seguito l’elenco bilingue delle informazioni previste dall’articolo 28: tipo documento: fattura commerciale imponibile - danový doklad La fattura deve fra l’altro esporre: a) obchodní firmu nebo jméno a príjmení, poprípade název, dodatek ke jménu a príjmení nebo názvu, sídlo nebo místo podnikání plátce, který uskutecnuje plnení, dati identificativi del soggetto estero non residente: denominazione e ragione sociale, indirizzo della sede legale b) danové identifikacní císlo plátce, který uskutecnuje plnení, Il Numero d’identificazione fiscale ceca ai fini I.V.A. “DIC” del soggetto estero non residente c) obchodní firmu nebo jméno a príjmení, poprípade název, dodatek ke jménu a príjmení nebo názvu, sídlo nebo místo podnikání osoby, pro kterou se uskutecnuje plnení, I dati identificativi completi del cliente (denominazione e ragione sociale, indirizzo della sede legale), se trattasi di persona fisica e/o ditta individuale, indicare il nome e cognome e indirizzo completo della residenza). d) danové identifikacní císlo, pokud je osoba, pro kterou se uskutecnuje plnení plátcem, Il Numero di P.I.V.A. “DIC” del cliente, se risulta identificato ai fini I.V.A. e) evidencní císlo danového dokladu, numero progressivo e/o sequenziale della fattura f) rozsah a predmet plnení, Natura dei beni o servizi oggetto della cessione g) datum vystavení danového dokladu, data di emissione della fattura h) datum uskutecnení plnení nebo datum prijetí platby, a to ten den, který nastane dríve, pokud se liší od data vystavení danového dokladu la data in cui é intervenuta la cessione o data di pagamento se diversa dalla data di emissione della fattura (esigibilità). i) jednotkovou cenu bez dane, a dále slevu, pokud není obsažena v jednotkové cene, importo dei beni fatturati nonché importo di eventuali sconti e riduzioni accordati, se non inclusi già nel prezzo j) základ dane v korunách (muže být také udán navíc i v cizí mene), base imponibile espressa in corona ceca (in aggiunta é possibile indicare anche un’ulteriore valuta estera) k) základní nebo sníženou sazbu dane nebo sdelení, že se jedná o plnení osvobozené od dane, a odkaz na príslušné ustanovení tohoto zákona, l’aliquota I.V.A. ridotta o standard applicata, o, in presenza di operazioni esenti o fuori campo I.V.A., il riferimento alla relativa disposizione o articolo che indichi che la cessione é esonerata. l) výši dane uvedenou v korunách a halérích, poprípade zaokrouhlenou na desítky haléru nebo padesátihalére. Importo dell’imposta espresso in corona ceca e centesimi, oppure arrotondata fino a cinque o cinquanta decimali di centesimi Da quanto emerge qui sopra, si rileva che la fattura puo’ essere pagabile in qualsiasi valuta. 6 - Con quale frequenza o periodicità devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. dai soggetti esteri non residenti nella Repubblica Ceca?Se il valore dell’imposta da versare, liquidata in un determinato periodo di riferimento, é inferiore all’I.V.A. detraibile assolta sugli acquisti, la differenza rilevata quale credito d’imposta, sarà rimborsata dall’ufficio delle entrate, direttamente sul conto corrente bancario intestato al richiedente entro 30 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione I.V.A.
7 - Una società che intende costituire uno stock di merce nella Repubblica Ceca, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A.?L’identificazione fiscale ai fini I.V.A. si rende necessaria se lo stock di merce é fisicamente presente nel territorio. Tuttavia sono previste delle semplificazioni in materia d’I.V.A. qualora il soggetto estero ceda dei beni ad un cliente. In tale circostanza il trattamento fiscale applicato é quello previsto per il consignment stock, ovvero “contratto di deposito per la vendita”. Nella fattispecie, il soggetto non residente non é obbligato ad identificarsi ai fini I.V.A.
8 - Considerato che nella Repubblica Ceca le esportazioni sono operazioni esenti I.V.A., un soggetto estero che realizza tali operazioni, é tenuto ad identificarsi ai fini I.V.A.?Il soggetto estero che realizza tali operazioni, non puo’ identificarsi ai fini I.V.A. e non ha pertanto alcun obbligo di presentare tutti i documenti probatori dell’operazione posta in essere, all’amministrazione finanziaria. Tuttavia, dal 1° Gennaio 2009, entreranno in vigore delle modifiche significative.
9 - Un soggetto estero non residente nella Repubblica Ceca che cede in subappalto a terzi l’esecuzione di un’opera o la prestazione di un servizio, é obbligato ad identificarsi ai fini I.V.A. in questo Stato?Un soggetto estero ha l’obbligo di identificarsi ai fini I.V.A. nella Repubblica Ceca a condizione che il subappaltatore e tale soggetto, eseguano entrambi i lavori e l’opera sia stata commissionata da un soggetto non identificato ai fini I.V.A.
10 - Sono identificato ai fini I.V.A. nella Repubblica Ceca , e a seguito di un accertamento fiscale mi é stato notificato l’omesso versamento dell’imposta dovuta, inclusi gli interessi moratori. Come posso impugnare questo provvedimento?E’ possibile fare ricorso all’amministrazione fiscale entro un mese dalla data di ricevimento delle notifica dell’infrazione, se sussitono comunque le prove materiali concrete, quali la documentazione contabile tributaria e fiscale attestante il valore esiguo del volume d’affari realizzato. Tuttavia, é fortemente raccomandabile avvalersi della cosulenza di un esperto fiscalista locale. http://jan.kaucky.eu
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(pubblicato in Dicembre 2007) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. applicate nei Paesi Bassi?Da fonti ufficiali, nei Paesi Bassi sono in vigore due aliquote I.V.A.. L'aliquota standard é del 19%, e il tasso ridotto del 6% é applicato a prodotti quali: prodotti alimentari, bevande non alcoliche, prodotti agricoli, servizi medici, libri, giornali, spese alberghiere, di ristorazione ecc..
2 - Quanto tempo é previsto per ottenere l'iscrizione al Numero di Partita I.V.A. nei Paesi Bassi una volta presentata la richiesta?A ricevimento della richiesta d'iscrizione, la locale amministrazione fiscale rilascia il numero di Partita I.V.A. entro 1 mese. Tuttavia, a causa della momentanea mancanza di personale, questo lasso di tempo puo' dilatarsi e generalmente é necessario prevedere due mesi a decorrere dall'inoltro della richiesta.
Nonostante non sussista l'obbligo di nominare un rappresentante fiscale per ottenere l'identificazione fiscale ai fini I.VA., alcune tipologie di operazioni, quali le importazioni, non possono essere realizzate che tramite l'intermediario del rappresentante fiscale. 3 - E' possibile ottenere un Numero di Partita I.V.A. temporaneo?Generalmente é accordato. Tuttavia se scegliete di identificarvi spontaneamente perché realizzate delle vendite a distanza o degli acquisti intracomunitari per i quali non sussistono ancora i presupposti necessari per l'identificazione ai fini I.V.A. (l'ammontare complessivo non é ancora stato raggiunto) il numero che sarà attribuito avrà una durata di validità di almeno due anni.
4 - Devo emettere una fattura commerciale imponibile di aliquota I.V.A.?Se non siete residenti nei Paesi Bassi (il fatto di essere titolari o meno di un numero di P. I.V.A. non ha alcuna rilevanza) potete fatturare con I.V.A. solamente privati o clienti stranieri non residenti. Va inoltre notato che la disciplina fiscale olandese non prevede l'obbligo di fatturare separatamente l'I.V.A. ai privati in caso di beni e servizi.
Se realizzate un'operazione imponibile d'I.V.A. e il destinario é un soggetto passivo d'imposta e inversamente non lo é, come ad esempio le organizzazioni governative, le holding, le fondazioni, é il cliente finale il solo ed unico responsabile nell'adempimento della procedura di autoliquidazione dell'I.V.A. In questa fattispecie e benché le fatture debbano comportare una serie di menzioni obbligatorie (si veda qui sotto), non potete fatturare l'imposta. 5 - Qualora dovessi emettere una fattura imponibile d'I.V.A., quali sono le menzioni obbligatorie da far apparire sul documento commerciale?Generalmente dovete emettere regolare fattura entro 15 giorni successivi al mese in cui é stata eseguita la vendita. Dovete indicare:
Per ogni descrizione di merce venduta o servizio reso dovete indicare: - Quantità dei beni o natura dei servizi - aliquota I.V.A. - importo al netto d'I.V.A. Inoltre se non fatturate l'I.V.A. (in caso di cessione o prestazione esente, di autoliquidazione, di cessione intracomunitaria) la fattura commerciale deve comportare il riferimento normativo previsto o atre informazioni che indichino che la cessione é esonerata. Qualora la cessione é soggetta alla procedura dell'autoliquidazione é necessario indicare il numero di P. I.V.A. del destinatario. 6 - Con quale frequenza devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. nei Paesi Bassi?Malgrado le dichiarazioni I.V.A. siano presentate con periodicità trimestrale, il soggetto passivo debitore dell'imposta pari, o superiore a 3.000 euro a trimestre, deve presentare una dichiarazione I.V.A. mensile. Esiste tuttavia la facoltà di optare per la periodicità mensile.
Questo avviene quando l'I.V.A. detraibile é superiore all'ammontare dell'I.V.A. da versare; scenario ricorrente fra i soggetti passivi che hanno regolarmente un credito d'imposta. Tale possibilità é accordata anche ai soggetti stranieri non residenti. 7 - Con quali modalità é rimborsato il credito I.V.A. nei Paesi Bassi?Se siete in possesso dei requisiti previsti dalla normativa fiscale, potete recuperare l'I.V.A. che avete pagato per l'acquisto di beni e servizi necessari l'esercizio della vostra attività commerciale, nei termini e modalità previste dalla disciplina I.V.A. In ottemperanza a quanto prescritto dall'8a e 13ma Direttiva europea. Nei Paesi Bassi, i soggetti esteri non residenti, devono completare l'istanza di rimborso su un apposito modello e produrre tutta la documentazione giustificativa che formerà parte integrante dell'istanza. Il rimborso é eseguito entro 6 mesi dalla data d'inoltro della richiesta.
Tuttavia, se un fornitore estero deve identificarsi ai fini I.V.A., l'I.V.A. pagata sugli acquisti sarà recuperata in fase di liquidazione e dichiarazione operando la differenza fra l'imposta da versare e l'imposta detraibile relativa al periodo di riferimento. Una volta determinata la posizione I.V.A., se sussiste un credito d'imposta quest'ultimo sarà rimborsato entro un mese. E' la ragione quest'ultima, per la quale molte imprese estere non residenti tentano di ottenere l'identificazione fiscale ai fini I.V.A. piuttosto che introdurre un'istanza di rimborso in applicazione all'8a o 13ma direttiva europea. 8 - Una società che intende costituire uno stock di merce nei Paesi Bassi, ha l'obbligo di identificarsi ai fini I.V.A.?Di norma lo stock non é configurato come una stabile organizzazione, pertanto per tale operazione non é necessario identificarsi ai fini I.V.A. Cio'nonostante se il trasferimento di merce da luogo a un acquisto intracomunitario, o se la cessione dei beni prelevati dallo stock da luogo ad una vendita (vendita intracomunitaria, vendita locale ad altre società estere), l'dentificazione fiscale ai fini I.V.A. é necessaria.
9 - Considerato che le esportazioni sono esenti dell'I.V.A nei Paesi Bassi, un soggetto estero che realizza tali operazioni deve identificarsi ai fini I.V.A.?Qualora le vostre forniture siano tutte esenti dell'imposta sul valore aggiunto, l'amministrazione finanziaria olandese non impone l'identificazione fiscale ai fini I.V.A. Se acquistate dei beni e dei servizi per l'esercizio della vostra attività commerciale, l'I.V.A. puo' essere recuperata ai sensi dell'8a e 13ma Direttiva europea.
10 - Sono identificato ai fini I.V.A. nei Paesi Bassi e a seguito di un accertamento fiscale mi é stata constatata una violazione tributaria. Come posso impugnare questo provvedimento?Malgrado il soggetto estero non residente possa fare ricorso direttamente all'amministrazione fiscale locale, é consigliabile rivolgersi ad un esperto. La prima fase é quella di presentare un'istanza di concordato alla commissione tributaria al fine di ottenere la sospensione del provvedimento e permettere all'ufficio e al contribuente di valutare il contenuto dell'atto di accertamento e le rispettive ragioni, nonché instaurare un contradditorio per il raggiungimento di un accordo.
Qualora l'accertamento non é accordato, il contribuente puo' fare appello presso un tribunale indipendente dove esperti in materia fiscale si pronunceranno. |
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(pubblicato in Luglio 2007, aggiornato in Luglio 2008) 1 - Quali sono le aliquote I.V.A. applicate nel Regno Unito (RU) ?Il Regno Unito (R-U) possiede 3 diverse aliquote I.V.A. L'aliquota I.V.A. standard é del 17.5%. Il tasso ridotto del 5% é applicato a tutte le operazioni considerate di utilità pubblica come gas ed elettricità. E per finire, un tasso dello 0% é applicato a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizio. A volte succede che per la stessa operazione siano applicate 3 diverse aliquote I.V.A.
Spetta dunque al fornitore fatturare con il corretto tasso poiché é ritenuto responsabile in caso di applicazione di aliquote ridotte per difetto. 2 - Qual'é la tempistica per farsi attribuire un numero di Partita I.V.A. nel Regno Unito una volta presentata la pratica di inizio attività nonché tutti i documenti necessari?L'agenzia delle Entrate britannica (HM Revenue & Customs - HMRC) ha consuetudine affermare che l'attribuzione di un numero di Partita I.V.A. é rilasciato entro 14 giorni dalla data d'inoltro della richiesta. Tuttavia, attualmente questo obiettivo é di non facile raggiungimento. La mancanza di personale e l'esame sempre piu' dettagliato dei dossier al fine di evitare qualsiasi frode ed evasione fiscale puo' prendere fino a 3 mesi, qualche volta, in caso di richiesta d'informazioni integrative, l'identificazione fiscale va oltre.
3 - E' possibile ottenere puntualmente un'identificazione fiscale ai fini I.V.A. ?Si ma ad alcune condizioni.
Non é prevista una durata minima d'identificazione fiscale ai fini I.V.A. nel Regno Unito anche se é previsto un fatturato per poter aspirare al rilascio di un numero di Partita I.V.A. Va notato che se scegliete d'identificarvi direttamente (perché realizzate delle vendite a distanza o acquisti intracomunitari il cui fatturato é inferiore alla soglia legale fissata da .....) la durata minima é di 2 anni. 4 - Quali sono le informazioni che devono riportare le fatture commerciali imponibili d'I.V.A ?Di solito una fattura imponibile d'I.V.A. dev'essere emessa entro 30 giorni dalla data di spedizione.
Devono essere indicate le seguenti informazioni:
Ad ogni descrizione di beni o servizi devono essere indicati:
5 - Con quale regime devono essere presentate le dichiarazioni I.V.A. ?Le dichiarazioni I.V.A. sono solitamente presentate con regime trimestrale. Se l'importo dell'I.V.A. passiva, ovvero l'imposta sugli acquisti é superiore all'I.V.A. attiva, ovvero all'imposta sulle vendite e ci si trova in una situazione ricorrente di credito d'imposta, é possibile richiedere il regime mensile per la presentazione delle dichiarazioni.
6 - Come puo' essere recuperata l'I.V.A. nel regno Unito ?Se siete in possesso dei requisiti previsti dalla normativa fiscale, potrete inoltrare un'istanza di rimborso dell'I.V.A. che avete pagato per l'acquisto di beni e servizi per l'esercizio della vostra attività commerciale. Nonostante il Regno Unito abbia adottato le normative contemplate dall'8a e 13ma Direttiva CE, qualora siete titolari di un numero di Partita I.VA., non é previsto un particolare modello da utilizzare per l'inoltro dell'istanza di rimborso. L'I.V.A. detraibile viene semplicemente decurtata sull'importo dell'imposta dovuta ad ogni periodo dichiarativo.
7 - Una società che intende costituire uno stock di merce a Jersey con l'obiettivo di realizzare delle vendite in loco, ovvero nel RU, ha l'obbligo di identificarsi all'I.V.A. britannica?No, Jersey non fa parte del Regno Unito per quanto riguarda la legislazione fiscale in materia d'I.V.A. Pertanto, le vendite di merci in provenienza da Jersey verso il R-U, o a destinazione di un altro Stato membro UE, sono considerate come delle esportazioni. Tuttavia, l'installazione a Jersey resta una questione delicata e spesso motivo di contenzioso ; si consiglia dunque di rivolgersi e di farsi assistere da consulenti in materia.
8 - La stessa disciplina fiscale é osservata per l'Isola di Man ?No, in materia di disciplina fiscale I.V.A., l'Isola di Man appartiene al Regno Unito. Le vendite essendo considerate come vendite domestiche e/o locali, é necessario identificarsi ai fini I.V.A.
9 - Sapendo che l'aliquota I.V.A applicata sulla vendita di libri nel RU é dello 0%, una società estera che realizza delle vendite a distanza é tenuta ad identificarsi ai fini I.V.A ?Se tutte, vedasi la maggioranza delle vendite, sono imponibili dello 0%, potreste non essere obbligati a dovervi identificare ai fini I.V.A. Tuttavia attiriamo la vostra attenzione sul fatto che se decidete di non identificarvi ai fini I.V.A., non avete diritto ad ottenere la deduzione dell'imposta pagata sui vostri acquisti.
10 - Sono identificato ai fini I.V.A. nel Regno Unito e a seguito di un accertamento fiscale devo pagare l'importo dell'imposta comprensivo delle penalità di ritardo previste. Non sono d'accordo con questo accertamento. Come posso contestarlo ?Nonostante il contribuente possa fare ricorso al HMRC, é spesso consigliato avvalersi della consulenza di un esperto. Per prima cosa é necessario impugnare la decisione tributaria che é stata notificata al contribuente facendo ricorso. Cio' permette di sospendere l'esecuzione dell'atto impugnato e quindi dell'accertamento fiscale in corso, nonché ad entrambi le parti, di riesaminare i motivi della decisione. Se il ricorso si rivela insufficiente, il contribuente puo' fare appello alla locale Commissione Tributaria regionale indipendentemente dal luogo dove il giudice o qualche volta l'esperto svolgono il processo.
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(pubblicato in Luglio 2006, aggiornato in Aprile 2009) 1 - Ché cos'é un soggetto passivo dell'I.V.A.?Qualsiasi società (persona fisica o giuridica) regolarmente identificata nello Stato in cui é residente e che realizza delle operazioni economiche in maniera indipendente.
2 - Qual'é il significato di 8a e 13ma direttiva ?L'8a Direttiva europea 79/1072/CEE del 06/12/1979, sancisce i diritti e le modalità per ottenere il rimborso dell'I.V.A. (che grava sul costo di beni acquistati e di servizi usufruiti) in uno Stato membro dell'Unione europea da parte di soggetti passivi d'I.V.A. residenti in un altro Stato membro.
La 13ma Direttiva europea del 17/11/1986 sancisce i diritti e le modalità per ottenere il rimborso dell'I.V.A. in uno Stato membro dell'Unione da parte di soggetti passivi d'I.V.A. non residenti nell'Unione europea. 3 - Quali sono le condizioni previste per avvalersi della procedura di rimborso I.V.A. all'interno dell'Unione da parte di un soggetto non residente?Nel corso dell'anno civile al quale fa riferimento l'istanza di rimborso, il soggetto non residente non deve:
4 - Posso allegare una fattura conforme all'originale alla mia istanza di rimborso I.VA.?Nella maggioranza degli Stati membri, le amministrazioni fiscali esigono le fatture originali.
Tuttavia, l'Inghilterra, la Danimarca, l'Ungheria e la Slovacchia non impongono tale regola. 5 - In quale Stato membro un soggetto passivo residente in paesi extra UE puo' beneficiare del rimborso I.V.A.?Qualsiasi soggetto passivo non residente all'interno dell'Unione europea é autorizzato a richiedere il rimborso dell'I.V.A. in: Germania* Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, nel rispetto delle modalità e condizioni previste dalla 13ma Direttiva europea.
* condizioni limitate ad alcuni Stati a seconda degli accordi e/o convenzioni bilaterali. 6 - Devo trasmettere le mie istanze di rimborso I.V.A. per l'anno 2008 in Francia e in Ungheria. Sono a conoscenza che la data limite prevista é il 30 giugno 2009; devo interpretare il 30 giugno come una data limite per la trasmissione della mia richiesta (a cui fa fede il timbro postale) o piuttosto come la data di ricevimento della mia istanza da parte delle amministrazioni fiscali?Attualmente non esiste un'armonizzazione della legislazione europea in materia. In Francia, la data legale é la data di spedizione, mentre in Ungheria, che recentemente ha assunto una posizione opposta, é la data di ricevimento. E' pertanto consigliabile limitare ogni sorta di rischio presentando le vostre istanze di rimborso in ognuno degli Stati membri entro e non oltre il 30 giugno.
7 - La nostra società di trasporti internazionali su strada, ha fatto riparare un camion in Spagna. L'importo dell'I.V.A. pagato é solamente di euro 520. Posso chiedere il rimborso di tale somma?Secondo quanto prescritto dall'8a direttiva europea, ogni Stato membro definisce le proprie soglie. In Spagna l'importo minimo dell'I.V.A. previsto e/o autorizzato per introdurre un'istanza di rimborso annuale é di 25,34 euros e di 201.34 euros per le domande presentate trimestralmente. Potete quindi chiedere senza problemi il rimborso di 520 euros.
8 - La nostra società svizzera di trasporti internazionali effettua delle rare prestazioni di cabotaggio in Francia applicando delle tariffe/ prezzi poco significativi. Come posso richiedere il rimborso della mia I.V.A.?Secondo quanto previsto dalla 6a direttiva europea, malgrado le vostre operazioni franco-francesi siano poco rilevanti, avete l'obbligo di identificarvi ai fini fiscali a decorrere dal primo euro generato attraverso operazioni imponibili di I.V.A. sul territorio dello stato francese.
9 - Ho partecipato ad un salone che si é svolto in Italia; posso chiedere il rimborso dell'I.V.A. che ho pagato per le spese di partecipazione cosi' come per il vitto e alloggio?Qualsiasi tipo di spesa sostenuta per la partecipazione a saloni é deducibile, ad esclusione di spese per il trasporto di persone, locazione di autovetture, spese di rappresentanza. L’I.V.A. assolta per spese alberghiere e di ristorazione.
10 - Una società giapponese che ha partecipato ad un salone in Italia e in Germania puo' recuperare l'I.V.A. cha ha sostenuto?Risposta al salone svolto in Italia: No, non esistono attualmente degli accordi o convenzioni bilaterali firmati tra Italia e Giappone relativamente al rimborso dell'I.V.A. e regolamentati dalla 13ma Direttiva EU.
Risposta fornita al salone svolto in Germania: Si, il Giappone ha sottoscritto un accordo bilaterale con la Germania. Per tutti gli altri Stati extra UE, si invita a consultare la lista pubblicata dalle autorità fiscali tedesche (restrizioni vigenti per circa una decina di Stati extra UE). |
